Cristiani e musulmani. La fede nel dialogo è possibile?

Cristiani e musulmani. La fede nel dialogo è possibile?

 -di MARIANNA SORONEVYCH*-

Lo scontro fra il mondo islamico e quello occidentale crea sgomento, paura e numerosi ostilità politiche, ed è anche usato dai signori della guerra per creare e giustificare i conflitti armati. Sembra che i due mondi non sono conciliabili, o capaci di una coesistenza pacifica, ma la testimonianza degli uomini della Chiesa coraggiosi mostra il contrario. Il messaggio trasversale della vita, che ha portato al mondo Paolo Dall’Oglio ci fa capire che la convivenza dei cristiani con i musulmani è possibile. Il padre gesuita Paolo Dall’Oglio è il fondatore della comunità monastica siriana di Mar Musa. Il suo destino rimane ignoto: il 29 luglio 2013 è stato sequestrato a Raqqa a Siria. Non c’è nessuna conferma sulla sua sorte, il suo rapimento non è mai stato rivendicato. Il sacerdote si era recato nella città capitale siriana dello Stato Islamico (Isis) per prendere parte a un raduno promosso da studenti locali. Il giorno dopo il gesuita si recò nel quartier generale dello Stato Islamico dell’Iraq e della Siria per poi scomparire senza lasciare traccia. A distanza di quattro anni a Roma nella sede del Senato della Repubblica è stato presentato il libro di Edoardo Crisafulli a cura di Antonio Maglie “La fede nel dialogo. L’islam di un gesuita scomodo: Paolo Dall’Oglio”.

Della sua edizione si sono occupate le Fondazioni Pietro Nenni e Bruno Buozzi. Al centro del dibattito del 19 settembre nella sala “Caduti di Nassirya” di Palazzo Madama, è stato posto rapporto fra cristiani e musulmani. In contrapposizione alle semplificazioni offensivi contro islam da parte dei populisti, la presentazione ha offerto la calma della riflessione intellettuale, necessaria per capire nelle questioni articolate, la complessità dell’altro. Alla presentazione, moderata da professor Luigi Troiani, sono intervenuti rappresentanti delle entrambe le parti interessati: sindacalista e politico Giorgio Benvenuto, Mons. Khaled Akasheh del Consiglio pontificio per il dialogo interreligioso, Carlo Felice Casula dal Università degli Studi Roma Tre, Senatore Partito Democratico Stefano Collina, Emanuela C. Del Re coordinatrice nazionale dell’Associazione italiana di sociologia, Abdellah Redouane, imam della Grande moschea di Roma e Antonio Maglie, curatore del volume presentato. Nel mondo dopo 11 settembre nessuno può rimanere uguale a se stesso: né cristiani, né musulmani. In Europa, dopo quella cristiana, la seconda religione più diffusa è musulmana. Nell’arco di 20-30 anni si prospetta che islam sarà la religione dominante nel mondo. Per questo esiste una necessità adeguare i testi sacri ai contesti moderni. È questo il mondo con quale dobbiamo confrontarsi e chiedersi anche del perché ci sono numerosi convertiti. Per padre Dall’Oglio il dialogo non è solo la via maestra, ma è una via obbligatoria.

Le religioni per principio siano in opposizione, riconoscendo se stesse nel giusto: la Chiesa Cattolica nasce missionaria, l’islam – espansionista. Ma ora è arrivato il tempo della interpretazione escatologica dei testi sacri, per procedere per via del dialogo e non rimanere alle proprie convinzioni. Un esempio del mondo che cambia è anche nelle definizioni. Cosi il Segretariato per i non cristiani nel 1988 è stato rinominato Pontificio Consiglio per il Dialogo Inter-Religioso, cambiando prospettiva nei confronti di oltre un miliardo di musulmani. Dall’Oglio è un gesuita “scomodo” perche parlava anche dell’importanza dell’unità dei cristiani, di passare sopra le ferite storiche e aprirci ai nuovi cammini. Il dialogo è il modo per procedere, comprendendo le ragioni dell’altro e evitando conflitti inutili.

 

 *Articolo pubblicato su http://www.gazetaukrainska.com/sv-t/sv-t/tal-ia/cristiani-e-musulmani-la-fede-nel-dialogo-e-possibile.html