07 Lug Versate alla Fondazione Pietro Nenni le carte di Alberto Benzoni
L’Archivio storico della Fondazione Pietro Nenni si arricchisce di un fondo documentario di grande rilevanza: le carte di Alberto Benzoni, recentemente scomparso, donate alla Fondazione dalla figlia Elisa.
Il fondo, composto da circa 25 faldoni, documenta l’intero percorso politico, istituzionale e intellettuale di Alberto Benzoni: dall’impegno nel PSI, iniziato a metà degli anni Cinquanta, all’attività nelle istituzioni capitoline, fino all’intensa produzione pubblicistica e saggistica. Vicesindaco di Roma nelle giunte guidate da Giulio Carlo Argan e Luigi Petroselli, esponente della sinistra lombardiana ed esperto di politica internazionale, Benzoni è stato una delle voci più originali e innovative del socialismo italiano.
Di particolare interesse è anche la presenza delle carte della zia, la partigiana Giuliana Benzoni, legata da rapporti di amicizia con Maria José del Belgio e compagna di Milan Rastislav Štefánik, tra i protagonisti del movimento che portò alla nascita della Cecoslovacchia. Il fondo conserva inoltre il ricchissimo carteggio tra Giuliana Benzoni e Gaetano Salvemini, al quale la legava un profondo rapporto di amicizia e di collaborazione intellettuale. Proprio nella casa dei Benzoni, a Sorrento, Salvemini trascorse gli ultimi giorni della sua vita, morendo nel 1957.
Completa il patrimonio documentario il nucleo di carte del bisnonno Ferdinando Martini, autorevole esponente della Sinistra storica, più volte ministro nei governi presieduti da Giovanni Giolitti e Antonio Salandra.
Nei prossimi mesi sarà avviato, d’intesa con la Soprintendenza archivistica e bibliografica del Lazio, l’iter per il riconoscimento del fondo quale archivio di particolare interesse storico. Si tratta del primo passo verso il successivo progetto di riordino e inventariazione che consentirà, una volta concluso, la consultazione della documentazione da parte degli studiosi, arricchendo ulteriormente il patrimonio archivistico della Fondazione Pietro Nenni e offrendo nuove e preziose fonti per la ricerca sulla storia politica e civile dell’Italia contemporanea.



